mediatore creditizio

 

Sempre più alta la consapevolezza dell’importanza della figura del mediatore creditizio nel mercato dei mutui. In crescita la loro quota di mercato e in controtendenza al trend generale.

«Sul totale di circa 50 miliardi l’anno di mutui alle famiglie, la quota gestita delle banche è in calo dall’80% al 75% e nel contemporaneamente

la quota della categoria dell’agente e del mediatore creditizio aumenta e quasi tocca il 25%.

Questo è l’equilibrio complessivo, perché ad esempio per una banca come CheBanca!, che opera principalmente online e con poche filiali distribuite sul territorio, questa quota arriva addirittura fino all’80%.

C’è poco da meravigliarsi quindi come Auxilia Finance (di Fiaip) che è uno dei big del settore come stia crescendo in controtendenza verso un mercato dei mutui che invece risulta in leggero affanno.

Ma a cosa si deve questo successo del mediatore creditizio?

Un primo motivo è di ordine tecnico. Il core business di queste società è rappresentato dai mutui acquisto, prodotto che dopo il boom degli anni scorsi ora rallenta il passo. Quello che cambia però è soprattutto l’attitudine dei clienti. «La rete cambia tutto, perché permette di confrontare rapidamente più preventivi e di conoscere i tassi più favorevoli. Allo stesso tempo, su internet è difficile approfondire. Quindi i consumatori vogliono una guida personale per l’acquisto più importante della vita, la casa, smarcandosi allo stesso tempo dall’unica offerta che riceverebbero nella filiale bancaria tradizionale», aggiunge Cecchini di Fimaa….

 

 

Fonte: articolo de Il Sole 24 Ore Pubblicato il 30 luglio 2018 e redatto da Antonio Lovera.

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